/widgets.js";var sz=d.getElementsByTagName(s)[0];sz.parentNode.insertBefore(z,sz)}(document,"script","zb-embed-code"));
 

SANTA NAPOLI

SANTA NAPOLI

2 SANTA NAPOLI – Caracò Teatro

Un improvvisato monologo sui ca*** miei

Alessandro Gallo – Tratto da una storia vera

“Nell’educazione un tesoro” (J. Delors)

intervengono:

Maurizio Dipietro, Sindaco di Enna

Paolo Gargaglione, Assessore Politiche Sociali

Giuseppe Burgio, Docente di Pedagogia sociale dell’Università Kore di Enna

Giuseppe Fausciana, Direttore Diocesano per la scuolae l’università

 

 MARTEDÌ 19 MARZO ORE 18.00


«Il palcoscenico mi ha tolto dalla strada e mi ha insegnato che c’era un’alternativa alla mia situazione. Ho sempre creduto nella mia passione e nel valore dell’arte per fare cultura della legalità».
«Quanto abbiamo investito in questo paese nel raccontare la bellezza? E quanto invece nel raccontare il male? Bisogna fare una scelta, una scelta culturale».
«Bisogna ripartire dal rapporto scuola famiglia, ci vogliono dei punti di riferimento».
«La criminalità organizzata si sta infiltrando ovunque, al Sud come al Nord. La società civile deve reagire, il dramma è che ci stiamo abituando alla puzza di marcio, continuando a perdere fiducia nella politica. Invece bisognerebbe tenere alta l’attenzione e ostinarsi a capire le dinamiche mafiose per evitarle, anche nelle piccole cose».
Partendo dal suo vissuto, Alessandro disegna, con ironia, rabbia e dolore i volti di una Napoli madre-coraggio, la quale si scontra, quotidinamente, contro il peso claustrofobico di un familismo che trasforma la bellezza dei vincoli solidali tra famiglie in comportamenti omertosi.

Alessandro Gallo
Scrittore, attore e regista, con un’eredità ingombrante: è figlio di un boss, Gennaro Gallo e cugino di Cristina Pinto, detta Nikita. Nato e cresciuto nel rione Traiano di Napoli, la sua è una famiglia di camorra, tra le più potenti, tra le più dure. Alessandro aveva diciassette anni quando suo padre è finito in prigione per narcotraffico. Poteva anche lui subire quello stesso destino. Era un bullo, ma un giorno dopo aver distrutto una scenografia a scuola viene punito e costretto a far parte della compagnia teatrale che lo avrebbe portato a compiere un cammino lontano dalla malavita. La scelta del palcoscenico, degli studi al Dams di Bologna, il lavoro al mercato di notte per mantenersi, e poi man mano la scrittura, l’editoria, i progetti e i laboratori teatrali, che Alessandro porta avanti per sensibilizzare i giovani sul tema della legalità e l’antimafia.